da "BUCHI NELLA SABBIA E PAGINE INVISIBILI", Einaudi, Torino 2000
BALLATA
Se ne vedono pel mondo
che son osti...cavadenti
boja, eccetera... o, secondo
le fortune, grandorienti;
c' è chi taglia e cuce brache,
chi leoni addestra in gabbia,
chi va in cerca di lumache,
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io fo buchi nella sabbia.
I poeti, anime elette,
riman laudi e piagnistei
per l'amore di Giuliette
di cui mai sono i Romei;
i fedeli questurini
metton argini alla rabbia
dei colpevoli assassini;
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io fo buchi nella sabbia.
Sento intorno susurrarmi
che ci sono altri mestieri......
bravi; a voi! scolpite marmi,
combattete il beri-beri,
allevate ostriche a Chioggia,
filugelli in Cadenabbia
fabbricate parapioggia,
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io fo buchi nella sabbia.
O cogliete la cicoria
od allori. A voi! Dio v'abbia
tutti e quanti in pace, in gloria!
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io fo buchi nella sabbia.
Ernesto Ragazzoni (Orta 1870- Torino 1920). Suo padre è un ufficiale dell'esercito, lui legge Edgard A. Poe. Si impiega prima in banca e, poi, nelle ferrovie (in tasca ha un diploma da ragioniere). Collabora con quotidiani e riviste. Sposa una giornalista, Felicita Rey, e si batte, penna in mano, contro la società borghese del suo tempo, forte soprattutto della lettura appassionata di Nietzsche
Viene assunto a La Stampa come corrispondente con l'estero: a Parigi e, successivamente, a Londra.
Fa ritorno in Italia e cambia giornale: passa, prima a, Il Resto del Carlino di Bologna e poi al Tempo di Roma.
Muore a causa di una grave forma di cirrosi epatica.