"son uno che si chiede la ragione del mondo e del suo avvelenato fiore"

Dino Cappi
nido d'api
imperfetto anagramma
dell'estate
Zena, a te caro. E grazie
Genovainedita pubblica il primo libro di poesia: rossocuore di Gianni Priano. Seguiranno, entro la fine del 2009, altre interessanti pubblicazioni di poesia e di narrativa e un saggio sull'Europa di Massimo Morasso.
Molestine e Dirty riusciranno a leggerlo in settimana, La bottega di Avalon permettendo... :-)
Io sono spaccata, io sono nel passato prossimo,
io sono sempre cinque minuti fa,
il mio dire è fallimentare,
io non sono mai tutta, mai tutta, io appartengo
all’essere e non lo so dire, non lo so dire,
io appartengo e non lo so dire
io sono senza aggettivi, io sono senza predicati,
io indebolisco la sintassi, io consumo le parole,
io non ho parole pregnanti, io non ho parole
cangianti, io non ho parole mutevoli, non ho parole perturbanti,
io non ho abbastanza parole, le parole mi si
consumano, io non ho parole che svelino, io non ho
parole che puliscano, io non ho parole che riposino,
io non ho mai parole abbastanza, mai abbastanza
parole, mai abbastanza parole
ho solo parole correnti, ho solo parole di serie,
ho solo parole fallimentari,ho solo parole deludenti,
ho solo parole che mi deludono,
le mie parole mi deludono, sempre mi deludono,
sempre mi deludono, sempre mi mancano
io non sono mai tutta, mai tutta, io appartengo
all’essere e non lo so dire, non lo so dire, io
appartengo e non lo so dire, non lo so dire,
io appartengo all’essere, all’essere e non lo so dire.
(Mariangela Gualtieri, da Seconda parte, in Fuoco centrale e altre poesie per il teatro, Einaudi, 2003)
Densa, intensa e frutto di una ricerca alquanto profonda questa proposta di Pier Maria Galli. Il passaggio dal verso alla prosa, dall’incanto romantico al quotidiano, marcano con tanta semplicità e facilità una ricerca molto ben radicata nella scrittura dell’autore. Come su “Gli uomini belli”, anche nei cortometraggi, vi è un iter compreso tra la fantasia ed il reale: il poeta fa parte di tutto quello che mette in scena però, d’altra parte, osserva come un burattinaio i personaggi dei propri tratti. Nulla è lasciato al caso, tutto fa parte di un disegno ben preciso: è proprio qui la ricerca più densa dell’autore; non sembra nemmeno più bastare il verso, che le parole tramutano in qualcosa di diverso, quasi un dialogo con se stesso, o una scena in un palco. Pure nella descrizione di una donna su “tentativo di donna sull’orlo del pomeriggio”, il poeta sembra quasi parlare di se stesso, per la cura nei dettagli e nella presentazione di questa figura. E’ tutto regolare all’interno della scena, tutto trascina altro e si completa nell’insieme. Il linguaggio usato, così lineare nell’insieme, determina una consapevolezza ferma del proprio sentire poetico/critico verso la scrittura. La presenza, dunque, di una scrittura matura e contemplativa, domina tutti gli atti messi in scena.
Pier Maria Galli è nato nel 1962 e risiede a Orta San Giulio (Novara). Ha pubblicato su diverse riviste tra cui Fiera, Il Segnale, Bloc Notes, Alla Bottega, ecc. e nell’antologia Discorso Diretto (Ed. Canova). Le raccolte: Indizio (Ed. TAM TAM, 1987), Dilogia (Ed. del Leone, 1987), La parola, oltre i segni (Ed. Forum/Quinta Generazione, 1988), L’istinto delle cose (Ed. Forum/Quinta Generazione, 1989), Basso paesaggio (Quaderni di Poesia del Gruppo Fara, 1989), La trattoria modesta (in proprio, lulu.com), Di un tu e quasi noi (Ed. del Leone, 2005) , Ottanta piccoli studi da lavandino (Ed. I figli belli, 2005), Prima che sia autoritratto (Editrice Zona, 2008). Gestisce il sito http://piermariagalli.wordpress.com/